Odio i curriculum, odio menzionare ed elencare righe e righe di inutilità certificate, di azioni classificabili in tempo spesso perso e soldi buttati, per far ridere loschi figuri, con la conseguenza di farti invidiare da altri individui ancor più loschi che spiano il tuo passato prossimo e remoto senza continuità di giudizio. Qualcuno dirà o forse è più giusto dire penserà: “troppo semplice, non ha fatto niente (piccola pausa), quindi è logico ed utile che si arrocchi su questa posizione!”. Invece, all’uopo, rispondo che il mio curriculum sarà strutturato fornendo al fruitore (scusate la cacofonia) storie vere (o presunte tali) e storielle false (o tal presunte).

Massimiliano Laudadio

 

 

IL MAESTRO

Giovane promessa del calcio, a quasi sei anni, inizia a studiare musica, precisamente il Clarinetto piccolo Mib. L’attività agonistica lo spinge a continuare e, passato al clarinetto, riesce a diplomarsi sotto la guida del M° Nazzareno Allevi al Conservatorio “A. Casella” dell’Aquila. Da tempo, comunque, l’allievo Laudadio riusciva anche a studiare (disgiuntamente) il sax (anche a dispetto di vecchi docenti idealisti [non l’Allevi n.d.r.] che gli i sconsigliavano ed impedivano tale attività), con il quale: a) si divertiva; b) si guadagnava il pane suonando con gruppi di musica pop, blues e Big band. Non dimentichiamo o facciamo finta di ignorare: ha suonato anche il liscio, e di quello fatto bene, che è veramente difficile.

Nel frattempo diventa perito elettronico. Durante il servizio di leva ha fatto parte della Banda Nazionale dell’Esercito e conseguentemente ha svolto il professionismo con gruppi pop di tournée, ma la sua passione rimane sempre e soltanto la musica classica, dove continua incessante la sua fase di studio e preparazione.

Non va altresì dimenticato che contemporaneamente il musicista deve svolgere altre attività, quindi:

  1. suona con tutte le bande della provincia e province limitrofe;
  2. fa i consueti corsi di perfezionamento con più o meno validi maestri;
  3. insegna negli istituti musicali dell’Ascolano, e Teramano;
  4. suona anche con formazioni orchestrali e/o da camera più o meno sgangherate;
  5. si ri–iscrive presso il Conservatorio (all’epoca) “G.Rossini” (oggi “Pergolesi”) di Fermo e frequenta i corsi di Didattica della Musica e Composizione con D. Salvatore, P. Marconi. Si diploma, è felice, ma va avanti.

Grazie ai corsi di direzione corale incrementa le attività (altro elenco):

  1. di studio;
  2. di arrangiatore/trascrittore;
  3. di compositore (poca roba però);
  4. di didatta;
  5. di maestro direttore.

Effettua stage (come allievo, cosa credevate) e studia direzione con F. Cesarini, J. De Meij, L. Delle Fonte, D. Crescenzi, H. Mertens. A trent’anni rispolvera il suo vecchio amore: il calcio e decide di iscriversi a Coverciano per ottenere il patentino di allenatore. Non porta al termine gli esami (come del resto quelli di composizione) perché deficitario di tempo e impegnato in gare di velocità con la sua moto. Ormai il vortice dei facili guadagni lo ha preso: è troppo impegnato con la scuola media, ove entrerà in ruolo dopo diciannove (peccato per uno si faceva venti) anni, con il complesso bandistico Venagrande, con altri complessi bandistici e cameristici (poca roba anche qui, però), con il suo yacht, con la “Compagnia dei Folli” ove svolge attività attinenti al teatro di strada, con l’insegnamento, con le consulenze tecniche, con le lezioni di restauro per alunni bocciati in conservatorio (tanti!), con le cene tra amici e le congruenti attività di cucina in qualità di cuoco-semi-professionista.

Attualmente sembra che, dopo un decennio di oblio, il caso trattato, abbia rigenerato grossa considerazione nell’immaginario collettiv-musicale della ristretta zona ove vive, e al suo attivo ora può annoverare, miracolosamente, qualche pubblicazione con la casa editrice Scomegna. Va citato comunque che è insegnante specializzato presso la scuola secondaria “I.S.C. Centro” di San Benedetto del Tronto. Fonda il comitato “anti-scuterone” ed è l’unico associato (da trent’anni) al club “anticalcio”.

E’ iscritto a tutti i social network e ha creato e sviluppato un software per usarli tutti contemporaneamente; quando può fissa le prove nelle date in cui vi sono le partite pseudo-importanti. “O frettoloso viandante…..” (citazione) che ti soffermi a leggere queste scarne e scompigliate righe, sappi, che ho preteso che esse venissero pubblicate in questo modo, quindi, non v’è colpa alcuna nei compilatori (e/o web master) dei siti web ove è richiesto il mio curriculum.