Tutto nacque dalla volontà e dalla passione di Achille Romeo Scaramucci, (detto Romè) originario di Castignano e sposato a Venagrande, che coltivava la passione musicale suonando il basso, (mentre prestava servizio presso la Guardia di finanza a Roma) e possedeva un osteria a Venagrande. In quei primi anni del novecento l'osteria era dunque l'unico punto di ritrovo per gli abitanti di una società che all'epoca era fondata sull'agricoltura e mezzadria, l'idea di Scaramucci fu appoggiata in principio da alcuni giovani (Domenico Croci e Giovanni Croci) che ben presto tra una partita a carte e quache bicchiere di vino, diffosero l'entusiasmo di un nuvo complesso musicale, l'unico nella frazione di Ascoli.
Reperiti i primi futuri musicanti, occorreva tuttavia chi fornisse il denaro necessario per la realizzazione dell'iniziativa, in un epoca in cui la popolazione aveva spesso problemi di stretta sopravvivenza, era dunque impensabile un autofinanziamento. Il mecenate non poteva che essere Francesco Priori, il più eminente notabile locale che possedeva gran parte delle terre della zona, numerosi palazzi in città e possedimenti fino a Tortoreto. Furono così acquistati i primi strumenti musicali, poi fu necessario provvedere a un maestro che insegnasse a suonare a quei giovani tanto volenterosi ed entusiasti quanto, per la maggior parte inesperti di musica. Fortuna volle che in una vicina frazione abitasse un insegnante elementare, appassionato per la musica e generosamente disposto ad impartire i primi rudimenti.

Cosi quei giovani aspiranti suonatori teminata la faticosa giornata di lavoro nei campi, si radunavano in un locale improvvisato a scuola, diffondendo così per Venagrande i primi suoni, facendolo finalmente diventare "Paese musicale". La prima uscita ufficiale dell'ormai complesso bandistico fuori dal paese, avvenne in occasione della festa patronale di Giustimana e in seguito si affermo sempre più nelle frazioni limitrofe: si caricavano gli srumenti su un carretto e si partiva a dorso di mulo, portando brio nei villaggi e nelle feste rurali. Si giunse così alla grande guerra, i più giovani non furono richiamati e così il complesso si conservò in qulache modo, pur non senza difficoltà, in quel difficile periodo, dvette partire per il fronte anche il presidente Francesco Priori, che incorse in traversie tali che probabilmene non furono estranee alla sua morte precoce subito dopo il ritorno. Nel primo dopoguerra il direttore fu M° Giuseppe Poli e il suo immediato successore M° Urbani, primo clarinetto nella banda di Città di Ascoli, con il quale il complesso di Venagrande fece registrare un notevole salto di qualità.In quegli anni il maestro Urbani diresse in quegli anni anche la banda di Ascoli, dell'Educatorio Provinciale e della stessa città di Loreto Aprutino, riuscendo a dare continuità alla sua attività di maestro anche negli anni bui della seconda guerra mondiale, anzi , in questo periodo incremento l'insegnamento musicale impartendo lezioni a molti giovanissimi allievi i cui padri erano al fronte, compiendo così anche un opera altamente meritoria sul piano umanitario.

Nei primi anni 60 dopo lo scioglimento della banda di Ascoli, molti musicanti furono riassorbiti nella banda del Paese, e qualcuno pensò di poterla consolidare e riorganizzare facendole portare il nome del complesso musicale poco prima estinto. Il progetto fu realizzato, ma non senza sacrifici, tanto che il Corriere Piceno del 9 giugno 1966 dedicava un ampio spazio denominato: "La nuova Banda Città di Ascoli" ed informava che essa si era ricostituita su iniziativa di alcuni giovani in collaborazioni con i migliori elementi della Banda musicale di Venagrande fondata nel 1911. Si diede inizio così ad una fiorente stagione musicale che vedeva la banda impegnata in numerosi servizi concertistici anche fuori regione, ma una grande banda comporta anche grandi spese, così si creò una situazione di crisi come quella già vissuta in precedenza nel periodo del maestro Scoppetta, e ancora una volta fu necessario correre ai ripari per evitare il crollo. Nel 1968 si tornò alla denominazione originaria della Banda che prendeva il nome dal proprio Paese, sotto la guida del M° Iodice (primo clarino della banda della Milizia Aereonautica di Roma).
In seguito con la venuta del presidente Emilio Croci, che coaudiovato dai suoi collaboratori, dovette affrontare il problema non indifferente di una nuova crisi che stava compromettendo le sorti della banda, prendendo contatti con il ministero del turismo e dello Spettacolo e con le amministrazioni Comunali e Provinciali locali, ottenendo dei contributi che permisero di rifornire la Banda di nuove divise e nuovi strumenti. Fra le sue esperienze più recenti, si annoverano raduni bandistici nazionali ed internazionali (Francia e Ungheria), un passaggio su RAI 2 nella trasmissione "In Famiglia" e non ultima la partecipazione all'audizione del Santo Padre Giovanni Paolo II a Roma.
L'attuale Presidenza è affidata ad un musicista veterano, con una passata esperienza trentennale nel ruolo di capo banda: Bruno Di Marco, supportato da un nuovo e piu giovane consiglio direttivo, pronto a ridare spirito di vitalità alla Banda, facendo affidamento su tutto il Paese.


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